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Posto alle pendici del Vesuvio estende il proprio territorio tra Ercolano a Nord e Torre Annunziata a sud. Il mare del golfo di Napoli bagna il confine ovest. La città posta al centro del grande Golfo gode di un panorama suggestivo ed unico, segnato all’orizzonte dalle splendide isole. Verso il monte fino alle pendici del piano delle ginestre la città gode della bellezza e della frescura delle vaste pinete del Parco Nazionale del Vesuvio.

Le origini e la storia

Nota già dai tempi dei romani la città di Torre del Greco è posta lungo la costa che dalla antica Neapolis conduceva a Pompei. Poco lontano gli scavi di Ercolano e di Oplonti. Lungo la strada costiera, in epoca romana si estendeva il suburbio di Ercolano. Magnifiche ville patrizie aggrappate agli scoscesi della costa godevano del magnifico scenario naturale del golfo. A Torre la ricerca archeologica ha condotto a scoperte di rilievo , grazie alle quali si è giunti a far risalire le origini del primitivo insediamento all’ VIII secolo ossia al periodo della cultura del Sarno. Non mancò il dominio greco. Successivamente in epoca romana il luogo venne carpito dalla mondanità e dalle ricche famiglie patrizie che vollero qui edificare dimore degne del rango imperiale. Villa Calastro ( del fondo Breglia ) del I secolo a.C. Villa Sora ( nella omonima contrada ) dimora ricchissima ed estesa che comprendeva una area residenziale ed una vasta zona termale. Villa del Colle ( località Colle S. Alfonso ) del I secolo d.C. Villa Scappi ( nella omonima contrada ) probabilmente una residenza rustica. Moltissime altre le presenze romane “minori”. Durante il 7° secolo d.C. la città, intesa in senso moderno, non esisteva ancora . Lungo la costa solo due borghi: Calastro e Sora. Fu intorno all’8° secolo che si iniziò a parlare di centro abitato con propria “ amministrazione” e governo. All’epoca la città si chiamava TURRIS OCTAVA.

Octava , forse in relazione ad una ottava torre di avvistamento. Octava forse come toponimo lessicalmente corrotto da “Octavia” , nome latino della nota famiglia imperiale romana. Intorno all’anno 1000 si parla di “…Turris octava seu del Greco…”. Intorno al termine del Greco la leggenda si accende e gli storici si cimentano in tenzoni letterarie e storiche lunghissime ed articolate. Il termine Greco va forse ascritto ad un particolare tipo di vitigno importato qui in epoca preromana. Dal 1000 in poi la città assunse il nome attuale e così fino ai nostri giorni passando attraverso i vari domini cui venne sottoposta la città di Napoli . Il Regno di Spagna , il breve ma intenso periodo Francese, poi i Savoia. La città è nota da secoli per la grandissima tradizione artistica della LAVORAZIONE DEI CAMMEI, DELLA TARTARUGA E DELLA MADREPERLA. La città delle spugne, la città dei funari ( nell’800 ). La città dell’eccellente vino ( Lacrima Cristi , Greco di Tufo ), la città dei ristoranti che eccellono nella preparazione del pesce e dei frutti di mare.

La storia della città è strettamente legata alla storia eruttiva del Vesuvio. Sarebbe lunghissimo elencare gli eventi naturali che segnarono l’area .Per dovere di sintesi citeremo solo alcuni momenti geologici al fine di poter meglio comprendere la natura del suolo e la storia della città. Il 79 d.C. segnò sicuramente la città determinando la distruzione delle tantissime dimore romane lungo la costa. Nel medioevo circa 4 eruzioni parossistiche devastarono il territorio modificando l’orografia e la linea di costa. La grande eruzione del 1631 che uccise migliaia di cittadini distrusse in maniera rapida e massiccia la vegetazione , ricacciò il mare verso Capri di oltre mezzo chilometro. Modificò significativamente il disegno orografico . Il 1794 con la sua colata effusiva distrusse il centro storico della città . L’ultima eruzione che tuttavia non toccò Torre avvenne nel 1944.
Vale la pena soffermarci brevemente sul termine Torre. Sembra che il termine adottato anche per la vicina Torre Annunziata derivi dalle stravaganze e dalla grande passione che ebbe per i luoghi i oggetto, l’Imperatore Tiberio. Costui non amò particolarmente Roma, la capitale, tanto che trascorreva gran parte del suo tempo assieme ad amici e cortigiane tra trastulli e piacevoli convitti nelle sue sontuosissime dimore sparse un po’ su tutto il territorio dell’Impero. Tiberio fece costruire una grandissima villa a Capri . Da qui egli teneva ( per così dire ) salde le redini del potere. Occorreva tuttavia essere ben informati su tutti gli accadimenti della capitale . Per questo venne ideato un sistema di comunicazione con fuochi. Dalla costa ( Torre del Greco ) e dall’alto di una altissima torre venivano accesi dei fuochi che permettevano una sufficiente comunicazione con l’Imperatore che volentieri se ne stava a Capri immerso nel suo “lavoro”.

La città oggi

La città nei secoli è stata molte volte seppellita dalle conflagrazioni violentissime del Vesuvio. In assoluto , Torre è la città che ha subito le maggiori distruzioni . Il terremoto è di casa e la vicinanza con il cratere più noto del Mondo fanno di Torre una città a forte rischio vulcanico. Molte volte distrutta, altrettante volte riedificata. Da qui il motto della città: “POSTA FATA RESURGO”. Le stratificazioni laviche sono ancora visibili in moltissimi punti della città, ancora oggi. Il tessuto urbano in molti punti restato immutato da secoli, mostra indirettamente le sue origini di borgo e di abitato marittimo. Si distinguono ancora oggi tra la fittissima e densissima rete di viuzze e scale, i borghi di un tempo. Il quartiere marittimo che gravita attorno al porto . La zona a monte , posta alle falde del Vesuvio . La frutta dei campi del Vesuvio è eccellente ed unica . Il pomodorino di Torre ( pomodoro “cruanella” ) è irripetibile nel sapore. Le albicocche “ monache” sono rare delizie che crescono solo qui. La gastronomia a Torre , particolare ed eccellente non teme confronti con altre sperimentazioni culinarie.

La città conta moltissime chiese tutte o quasi, ricostruite sugli antichi templi distrutti durante le eruzioni vesuviane. Per questo motivo visitare queste chiese significa un po’ acquisire la storia eruttiva del Vesuvio. Vanno ricordate in particolare la Chiesa di Santa Croce con il campanile del 1600. L’eruzione del 1631 e del 1794 qui sono rappresentate in maniera forte . E’ possibile visitare le vestigia ipogee della chiesa distrutta. La chiesa di San Michele , anch’essa distrutta nel 1794 e ricostruita sullo stesso luogo. Qui la visita alla parte ipogea è facile e suggestiva. Poi la Chiesa di Santa Maria del Principio totalmente devastata dalla colata del 1794, conserva a circa 14 metri di profondità un ambiente quasi intatto della primitiva chiesetta sorta intorno al 1000.

Un luogo certamente di fascino è la sede del vecchio castello baronale oggi sede comunale, dove sono stati messi in luce gli antichi muri di un palazzo del 1300. Qui forse sorgeva la “torre” di Tiberio. Altro monumento da visitare è il Monastero degli Zoccolanti nel cui chiostro si possono ammirare gli affreschi dedicati alla vita ed alla conversione di San Francesco. Lungo la via Nazionale alcune delle più importanti dimore della nobiltà napoletana del ‘700. Le ville del Miglio d’Oro. Splendidi gioielli d’arte conservati nel tempo a dispetto dello “sternimator vedevo”. Sempre lungo la via Nazionale la Ville delle Ginestre che ospitò il Leopardi .
L’ascesa al Vesuvio ed al suo importantissimo parco, assieme alla visita al Colle Sant’Alfonso terminano questo brevissimo excursus e questa breve visita alla città di Torre del Greco.

 

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